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ricerca e sviluppo di solidarietà sociale
Pubblica Benemerenza ai sensi del D.P.C.M. 19 Dicembre 2008 e s.m.i.
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Esercitazioni

Protezione Civile
Esercitazioni di Protezione Civile
L’esercitazione di protezione civile è un importante strumento di prevenzione e di verifica dei piani di emergenza, con l’obiettivo di testare il modello di intervento, di aggiornare le conoscenze del territorio e l’adeguatezza delle risorse. Ha inoltre lo scopo di preparare i soggetti interessati alla gestione delle emergenza e la popolazione, ai corretti comportamenti da adottare.

Esercitazioni nazionali

La circolare del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 28 maggio 2010 fornisce i criteri per l’organizzazione e lo svolgimento delle attività addestrative individuate in due tipologie: le esercitazioni di protezione civile e le prove di soccorso.

Le prime prevedono il concorso di diverse Strutture operative e Componenti del Servizio Nazionale, la partecipazione di enti e amministrazioni che, a vario titolo e attivate secondo procedura standardizzata attraverso la rete dei centri operativi, concorrono alla gestione di un’emergenza reale.

Le esercitazioni possono svolgersi a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Per le esercitazioni nazionali, la programmazione e l’organizzazione spetta al Dipartimento della Protezione Civile in accordo con le Regioni o le Province Autonome in cui si svolgono. Quelle classificate come regionali o locali, invece, sono promosse dalle Regioni o Province Autonome, dalle Prefetture Uffici Territoriali di Governo, dagli enti locali o da qualunque altra amministrazione del Servizio nazionale della protezione civile, relativamente ai piani di rispettiva competenza.

Gli elementi fondamentali utili alla programmazione di un’esercitazione sono contenuti nel “documento di impianto dell’esercitazione” – condiviso con tutte le amministrazioni partecipanti – che individua, tra l’altro, l’ambito territoriale e lo scenario di rischio di riferimento, il sistema di coordinamento, gli obiettivi e la strategia di intervento e le modalità di coinvolgimento della popolazione.

Un'ulteriore classificazione delle attività individua "l’esercitazione per posti di comando" (table-top) con l’attivazione dei centri operativi e della rete delle telecomunicazioni, e "l’esercitazione a scala reale" (full-scale) con azioni sul territorio e possibile coinvolgimento della popolazione.

Le prove di soccorso, invece, possono essere svolte da ciascuna delle Strutture operative e hanno lo scopo di verificare la capacità di intervento con le proprie risorse per lo svolgimento delle attività di competenza.

Un'importante esercitazione nazionale è quella realizzata nell'isola di Stromboli, nel 2005.

Esercitazioni internazionali


Nell’ambito del Meccanismo Comunitario istituito con decisione n.792 del 2001 e aggiornato nel 2007 con Decisione 779 dell’8 novembre, la Commissione europea prevede un’attività formativa inclusiva delle esercitazioni per la simulazione delle grandi emergenze. La scelta risponde in modo efficace alle esigenze di previsione e prevenzione degli eventi calamitosi.

Il Dipartimento della Protezione Civile si è fatto promotore e ha organizzato, insieme alle regioni di volta in volta coinvolte, alcune esercitazioni internazionali di protezione civile sul territorio italiano. Programmate per diverse tipologie di rischio, hanno l’obiettivo di testare l’efficacia delle attività e delle procedure realizzate nel corso dell’emergenza.

Si citano: l’esercitazione “Eurosot 2005”, con la simulazione di un forte evento sismico nell'area della Sicilia orientale, seguita da“Mesimex 2006” svolta sul Vesuvio e dedicata al rischio vulcanico. “Sardinia 2008” ha invece testato la risposta di protezione civile per il rischio incendi boschivi in Sardegna, e ha visto la partecipazione di molti Paesi dell’area mediterranea.
Dal 25 al 28 novembre 2010, l’Italia ha ospitato in Toscana, tra la Garfagnana e la Lunigiana, l’esercitazione “Terex 2010", Tuscany Earthquake Relief EXercise, per la simulazione di un terremoto di magnitudo 6.4, come quello verificato nella stessa zona il 7 settembre del 1920.

Gli esperti coinvolti in un’emergenza reale possono così misurare le personali capacità d’intervento, e acquisire l’esperienza e le giuste conoscenze per operare sul campo.
A un'esercitazione internazionale partecipano squadre dei diversi Stati membri sia come componenti operative, rappresentate dai team che intervengono con uomini e mezzi, sia come osservatori che partecipano alle attività per conoscere le componenti attive, confrontare metodi e procedure e valutare l'esperienza.

Possono essere "osservatori" tutti i rappresentanti dei Paesi membri dell'Unione, con una maggior partecipazione di quelli interessati dal rischio oggetto dell'esercitazione.
Le esercitazioni internazionali sono sostenute, anche con contributo finanziario finalizzato, dalla Commissione europea e costituiscono un appuntamento importante per verificare: la gestione dell’emergenza da parte dei Paesi partecipanti, il modello di intervento, le forme collaborative tra i sistemi nazionali di protezione civile chiamati a cooperare, in caso di disastri, in un Paese straniero o europeo.

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